Per questa ultima rielaborazione della leggenda romantica già raccolta da Puškin e messa in musica da Nikolaj Rimskij-Korsakov, secondo la quale Wolfgang Amadeus Mozart, artista puro, genio innato, era stato vittima del geloso Antonio Salieri, Peter Shaffer ha fatto del musicista italiano non tanto un rivale del giovane salisburghese, almeno per quanto riguarda il successo, quanto piuttosto un moralista che possiede lo sterile talento del critico. Salieri ha infatti promesso a Dio una vita intemerata in cambio dell'eccellenza musicale, ma il suo mondo crolla davanti alla scoperta dei doni che sono stati concessi a una creatura in apparenza turpe e lasciva, doni della cui portata egli è il solo a rendersi conto. Il suo gesto vuole essere pertanto una sorta di grandiosa vendetta privata contro quel Dio che si è preso beffa di lui, ma neanche compiendola riuscirà a passare nella Storia.
Dopo aver conosciuto fino dalla prima londinese del 1978 il maggior successo della sua carriera, Peter Shaffer (nato nel 1924 a Liverpool, e autore tra l'altro di Five Finger Exercise, di The Royal Hunt of the Sun", di Black Comedy, di Equus, e più recentemente di Yonadah e di Lettice and Lovage) ha continuato a riscrivere il testo di Amadeus, che fu profondamente modificato per l'edizione americana, diretta come quella inglese da Peter Hall, e quindi per la ripresa londinese del 1981, sul quale testo la presente edizione è stata condotta. Nel frattempo c'è stato il trionfo internazionale del film omonimo, diretto da Miloš Forman.