Buchdetails
Beschreibung
Per mezzo di essa, presentando in 100 sentenze tratte dai classici antichi il pensiero dell’Occidente sull’amicizia, Ricci intendeva mostrare che la civiltà cinese e quella europea coincidevano su temi fondamentali. L’opera stupì la Cina e conobbe un grande successo: Ricci aveva compreso che la sua missione e il tentativo di accendere il dialogo tra Oriente e Occidente potevano costruirsi unicamente sul saldo fondamento della conoscenza reciproca e dell’umana amicizia. È per questo che egli si presentò al mondo cinese stringendo in una mano il mappamondo e la Geometria di Euclide, nell’altra il Dell’amicizia.
In questa edizione vengono pubblicati – oltre alla ristampa fotografica dell’edizione cinese a stampa con traduzione italiana a fronte – per la prima volta il testo autografo della redazione italiana di Ricci da poco ritrovato alla British Library di Londra.
“Io, Matteo, dall’ultimo [occidente] navigai il mare et entrai nella Cina alla fama del grande regno e delle nobili virtù del loro Re e dei buoni custumi lasciati dagli antiqui Imperatori. Scielsi la mia habitatione fuori del Monte e stetti in essa molti inverni. Quest’anno, sulla primavera, passai il Monte e, sopra il fiume andando, arrivai a Nanchino e vidi l’illustre palazzo regio e con molta mia alegreza dissi: ‘pare che non in darno feci questa uscita’. Non avevo anco finito di ire a tutte le parti dove avea designato, quando con il navilio arrivai a Nancian metropoli di Quansin. Stando detenendomi un puoco in Nanpu, stesi gli ochi verso il monte della Città al Ponente, e vedendolo sì ameno e fresco, feci conto che in tal terra stavan nascosti huomini di alto sapere.
Indo e tornando, non mi potea staccare da lì, sin che, lasciando la barca, pigliai una casa e per mezzo di alcuni conosciuti et intercessori hebbi intrata a visitare il Re di Chiengan, il quale mi fece favore di farmi una reverentia molto profonda e trattarmi con grande honore, se bene io non la meritavo, e mi diede un convito con molto buon vino. Finito che fu, si levorno le tavole et il re mi pigliò per la mano e disse: ‘Tutte le volte che alcuna persona honorata di virtù e di opre viene a questa mia terra mai lascio di invitarlo, far amicitia seco et honorarlo. Il grande regno di Europa è regno di discorsi fondati nelle ragioni: desidero sapere quello che loro sentono della amicitia’.
Io, Matteo, mi raccolsi per alcuni giorni in luogo secreto e raccolsi tutto quanto avevo udito di questa materia desde la mia fanciullezza e feci il seguente libretto”. (dal Proemio)
Indice: Introduzione di Filippo Mignini - Cronologia - I. Jiaoyou lun / Dell’amicizia (riproduzione fotografica dell’edizione cinese a stampa, Pechino 1601, con nuova traduzione annotata) - II. [Risposta intorno alla amicitia al Re Chiengan Chienzai] (Nanchang 1595-1599), autografo, British Library - III. Risposta del P. Matteo Ricci da / Macerata della Compagnia di Giesù intorno / all’amicitia al Re Chiengan Chienzai / Tradotta dalla lingua Cinese in Italiano dal / medesimo Autore (s. d.), apografo, Archivio della Pontificia Università Gregoriana - IV. Qu Taisu Da Xiyu Ligong Youlun Xu / Prefazione all’Amicizia del signor Ricci dei Grandi Paesi Occidentali (riproduzione fotografica dell’edizione cinese a stampa, Pechino 1629, con nuova traduzione a annotata) - V. Fonti - Bibliografia - Elenco dei caratteri cinesi - Indice dei nomi.