Clara e Ana si conoscono sui banchi di scuola e fra loro nasce, puro e istintivo, un gioco amoroso che si scontrerà subito con i pregiudizi di una società chiusa, quella del Brasile all’epoca della sua difficile dittatura, una società fatta di silenzi e oltraggi alla libertà degli uomini. Sullo sfondo della comunità ebraica alla quale appartiene Clara, fondata sul rigore e sulla celebrazione della famiglia, le ragazze – uguali nei sentimenti e nei desideri – si ritroveranno a portare il peso di decisioni troppo dolorose per due adolescenti.
Il loro amore «diverso», sbocciato all’insegna della scoperta del piacere sensuale e dell’allegria, si trasforma allora in una passione mortificata dal senso di colpa e dai dubbi, proprio nel pieno della stagione degli entusiasmi che può marchiare a fuoco una vita intera.
Con il suo tocco leggero, Cíntia Moscovich ha saputo fare di una storia tanto delicata un libro tenero, struggente e incantatore.