In questo racconto di costumi militari, opera del più grande scrittore di guerra "en plein air", si direbbe che la grande assente sia proprio la guerra. Eppure è un racconto di guerra: le due generazioni (aristocratico-militari) dei Turbìn sono rispettivamente quella che ha sconfitto Napoleone e quella che ha represso la rivoluzione in Polonia e in Ungheria. I versi che Tolstoj mette in epigrafe al racconto assumono un significato polemico verso la Storia con l'esse maiuscolo, che tiene conto solo delle battaglie e dei piani strategici e non della sostanza di cui sono fatte le esistenze umane. È già la polemica che Tolstoj svilupperà una decina d'anni dopo in "Guerra e pace": anche se qui non ci si distacca dai costumi degli ufficiali, sarà lo sviluppo di questo stesso discorso che porterà Tolstoj a contrapporre ai grandi condottieri la massa contadina dei soldati semplici come veri protagonisti storici.
Italo Calvino