Buchdetails
Beschreibung
Il Turco era stato costruito, su richiesta dell'imperatrice Maria Teresa, da un ungherese, Wolfgang von Kempelen, che per primo lo esibì in tutta Europa. Nel periodo napoleonico passò poi nelle mani del viceré d'Italia, Eugenio di Beauharnais, languendo in un deposito del Palazzo Reale milanese; proseguì la carriera al soldo di un inventore di aggeggi meravigliosi, Johann Nepomuk Maelzel che lo condusse anche negli Stati Uniti, e là terminò mestamente con un medico di Filadelfia, John K. Mitchell che, per scoprirne il segreto, lo sezionò quasi fosse un cadavere in una lezione d'anatomia. Tra i molti che scrissero di lui, suggerendo le più astruse soluzioni della truffa, vi fu, nel 1836, un giovane Edgar Allan Poe. L'articolo nel quale confutava la mera meccanicità del congegno e la determinante presenza dell'azione umana – Il giocatore di scacchi di Maelzel – è uno dei primi testi dati a stampa dallo scrittore americano. Vi sperimentò, forse per la prima volta, l'apoteosi dell'analisi speculativa che avrebbe poi magistralmente sviluppato in alcuni suoi capolavori, come I delitti della rue Morgue o La lettera rubata. In quelle brevi pagine – che si possono leggere in appendice – Poe rimase stregato dallo sguardo che aveva gettato sull'abisso, scrutando il fondo oscuro dell'inganno e quello abbagliante della sua fascinazione.