Buchdetails
Beschreibung
Da idiota che ero, divento un piccolo genio.
Il che, in fin dei conti, è lo stesso, fatta eccezione per la capacità di estrarre radici tredicesime.”
Josef Schovanec ha la sindrome di Asperger: muto fino all’età di sei anni, è solo grazie alla determinazione dei suoi genitori che si è salvato dall’ospedale psichiatrico. La diagnosi sbagliata di un trauma psichico irreversibile ci avrebbe infatti privato per sempre di un’intelligenza fuori dal comune: il bambino che non era stato giudicato idoneo a frequentare la prima elementare, l’adolescente tanto spesso trattato come un ritardato mentale, l’uomo che fatica a dire buongiorno o a entrare in un caffè, e per il quale l’atto quotidiano più insignificante, come comprare il pane o fare
una telefonata, diviene una fonte d’angoscia insostenibile, oggi ha un dottorato in filosofia, parla correntemente diverse lingue, scrive discorsi e tiene conferenze in tutto il mondo. Il suo stato di autistico, racconta in questo libro, non è però qualcosa di lontano dalla normalità (un handicap o un tratto di genialità “aliena”), ma una condizione quotidiana, con vantaggi e svantaggi: dall’attaccamento ad alcune passioni (lui le definisce “manie” o “dipendenze”) ai piccoli problemi di tutti i giorni: gli estenuanti preparativi prima di prendere il metrò, l’angoscia che lo afferra quando squilla il telefono, il panico di fronte al minimo imprevisto, la difficoltà di comprendere i codici delle relazioni sociali, dell’amicizia, del lavoro. Grazie a una narrazione piena di intelligenza e ironia, Schovanec ci regala un toccante resoconto in prima persona di una mente non comune e straordinariamente umana.