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Beschreibung
Perché verso l'Iran si è pronti a denunciare quello che si era taciuto, rifiutato ostinatamente di vedere, nella Russia sovietica, nella Cina maoista, in Cuba e nell'Indocina? Perché là si sono tollerati massacri immani, mentre qui ci si indigna per poche condanne a morte? Per una faccenda quale il velo alle donne si è fatto un baccano enorme: giusto baccano, ma qual'è la reale condizione delle donne nello Yemen liberato?
O tra i palestinesi?
Ogni movimento di resistenza degli oppressi aveva poi sempre provocato una alluvione teorica. Anche qui un silenzio sordo, che procede da una sorta di arroganza culturale: quasi tutti i termini e le implicazioni del movimento rivoluzionario iraniano fossero determinati e noti, per cui ha avuto
buona moneta la affermazione della cultura dominante, che ha connotato il moto comejnista come una faccenda arcaica: una lotta al capitalismo condotta con strumenti regressivi.
Ma l'Islam è il passato? L'Islam è una forza regressiva del tutto estranea all'occidente, oppure l'atteggiamento della cultura occidentale, costretta dai fatti a misurarsi ancora una volta con l'Islam, svolge una pura rimozione dei fatti, perché in essi troppo coinvolta, e cointeressata a designificarli?
A questa domanda capitale risponde il saggio di Henry Corbin: il maggior storico e studioso del pensiero islamico (una sua storia della filosofia islamica è stata tradotta dall'Adelphi) con una esattezza che deriva a queste pagine dall'essere state scritte ben prima della caduta del tiranno.