Beschreibung
Poi, negli anni Trenta e Quaranta, gli ideali repubblicani di Giuseppe Mazzini e della «Giovane Italia» si diffondono impetuosi tra i giovani pavesi del tempo. E giunge la «primavera della patria», il 1848. Poco prima delle Cinque Giornate di Milano, a Pavia cade in un agguato il giovane pittore Pasquale Massacra. Il suo sangue non resta invendicato. I fratelli Cairoli, Gaetano Sacchi, Giacomo Griziotti, Angelo Bassini, Guiseppe Pedotti, Antonio Mantovani, Agostino Depretis sono protagonisti dell’irripetibile stagione delle due guerre d’indipendenza e del decennio di resistenza che le separa.
Nel 1860, da Pavia partono con Garibaldi per la Sicilia in 250: 63 sono pavesi, insieme con i numerosi bresciani e bergamaschi che studiano presso l’Ateneo cittadino. Alcuni cadono sui campi di battaglia, altri, dopo l’Unità, proseguono la lotta con nuovi mezzi. Al generale Gaetano Sacchi viene affidata la repressione dell’ultimo brigantaggio meridionale. Nel 1876 lo stradellino Depretis inaugura i governi della sinistra. Gli succede l’unico sopravvissuto dei cinque fratelli Cairoli, Benedetto (morirà nel 1889). Gli anni bui di Francesco Crispi, degli scandali finanziari, di Adua e dell’eccidio milanese di Bava Beccaris vedono Pavia irriducibilmente all’opposizione. L’ultima vittima della repressione di fine secolo è lo studente Muzio Mussi, ucciso dalle forze dell’ordine in 5 maggio 1896, durante una manifestazione di protesta per l’aumento del pane.
Questo secolo e più di storia pavese è raccontato in presadiretta da Mino Milani, il più illustre e il più amato degli scrittori concittadini. Al testo si accompagnano fotografie originali spesso inedite, riproduzioni di quadri d’argomento storico e preziose stampe d’epoca.