Dunque, i continenti non sono sei. Ne esiste un settimo: è sotto gli occhi di tutti, riconoscibilissimo, ma nessuno si è accorto fino a oggi che si tratta di un vero e proprio continente. E’un continente “malandato” e dedito “al commercio e alla superstizione”: nei poveri villaggi isolati tra i suoi altipiani si allevano animali mostruosi e si sfidano ad arcaici duelli giovani maestri arrivati dal Canada ad alfabetizzare la popolazione; nei suoi bazar, maestri raffinati di arti antiche e dimenticate patiscono la “fortuna” di essere scoperti dal collezionismo internazionale; nelle sue caserme si imprigionano e torturano oppositori politici e persone qualunque; nelle sue campagne l’arrivo dell’elettricità produce disastri memorabili; nelle sue foreste inesplorate si addentrano civilissimi studiosi alla ricerca dell’innocenza sessuale “primitiva”…
Dell’esistenza di questo continente s’è accorto Jim Crace e vi ha ambientato i sette racconti che costituiscono questo volume. Opera prima salutata alla sua apparizione da prestigiosi riconoscimenti, Settimo continente trasporta nel cuore di un mondo esotico e insieme stranamente familiare, dove lo scontro tra il vecchio e il nuovo, tra progresso tencologico e forza delle tradizioni è una battaglia quotidiana che lascia sul campo innumerevoli, imprevedibili vittime.