Teresa, figlia di una pescivendola e con un errore di gioventù alle spalle, sposa il vecchio e ricco Rovira che s’innamora della sua bellezza. È l’inizio della sua ascesa sociale. Ben presto vedova, diventa la moglie di Salvador Valldaura, un uomo ancor più ricco, e va a vivere in una magnifica villa che custodirà i tanti segreti, i tanti amori, le nascite e i lutti di tre generazioni. Mercè Rodoreda compone con impareggiabile maestria i frammenti della vita di una famiglia, che riflettono come in uno specchio gli incanti e i disinganni, il peso della nostalgia e il senso dell’effimero.
Mercè Rodoreda (Barcellona 1908-1983), è la scrittrice più letta e tradotta della letteratura catalana. Politicamente impegnata nell’attività antifascista, dopo la vittoria di Franco sceglie la via dell’esilio. Tornerà in patria solo nel 1972. È autrice di numerosi romanzi e raccolte di racconti tra cui: Aloma, La piazza del Diamante, Via delle Camelie, Specchio infranto, Giardino sul mare, Quanta, quanta guerra, La mia Cristina e altri racconti.