جزئیات کتاب
فرمت
جلد نرم
صفحات
86
زبان
ایتالیایی
منتشر شده
Jan 1, 2006
ناشر
Ubulibri
ISBN-10
8877480807
ISBN-13
9788877480804
توضیحات
Che rapporto c'è tra rito e teatro? La cerimonia rituale può essere considerata spettacolo? Fino a che punto la trance è finzione? I soggetti in preda a fenomeni di possessione possono considerarsi attori?
Sono passati venticinque anni dalla prima spedizione 'sul campo', la Dakar-Gibuti che tra il 1931 e il '33, sotto la guida di Marcel Griaule, aveva messo in contatto l'ex surrealista Michel Leiris con gli etiopi di Gondar, lasciando in testimonianza L'Africa fantasma. La possessione e i suoi aspetti teatrali (1958) approfondisce la ricerca lì documentata: l'autore, ormai etnologo affermato, ritorna a quella storica esperienza per rileggere il fenomeno con lo sguardo disincantato dello studioso; Come Metraux, Eliade o De Martino eccolo guardare quel naturale 'teatro antropologico' con l'attenzione di uno spettatore dinanzi a uno straordinario accadimento. Da grande narratore, in un impasto di scienza e letteratura, osservazione e autobiografia, Leiris analizza le cerimonie, i comportamenti rituali, le azioni e i gesti dei posseduti per individuare le distanze e le convergenze tra "teatro recitato" e "teatro vissuto", sullo sfondo di Gondar, città di frontiera e quindi luogo di attraversamento, di scambio e di contagio tra diverse culture, dove vive il culto degli zar.
"Allo stato attuale delle nostre conoscenze, la possessione da parte di zar è definibile sia come spettacolo nel senso proprio della parola, e cioè come pretesto di canti e danze pubbliche, sia come teatrale per quanto vi è di stereotipato nelle forme fissate dal rituale, e soprattutto, perché vi interviene un gruppo di personalità immaginarie con tratti prefissati, che il malato può rappresentare oggettivamente, a volte perfino servendosi di attrezzi o di accessori speciali, che, come una maschera, sottolineano la sparizione di chi li porta dietro l'entità da lui incarnata."
Michel Leiris
(http://www.ubulibri.it/pagine/leiris_...)
Sono passati venticinque anni dalla prima spedizione 'sul campo', la Dakar-Gibuti che tra il 1931 e il '33, sotto la guida di Marcel Griaule, aveva messo in contatto l'ex surrealista Michel Leiris con gli etiopi di Gondar, lasciando in testimonianza L'Africa fantasma. La possessione e i suoi aspetti teatrali (1958) approfondisce la ricerca lì documentata: l'autore, ormai etnologo affermato, ritorna a quella storica esperienza per rileggere il fenomeno con lo sguardo disincantato dello studioso; Come Metraux, Eliade o De Martino eccolo guardare quel naturale 'teatro antropologico' con l'attenzione di uno spettatore dinanzi a uno straordinario accadimento. Da grande narratore, in un impasto di scienza e letteratura, osservazione e autobiografia, Leiris analizza le cerimonie, i comportamenti rituali, le azioni e i gesti dei posseduti per individuare le distanze e le convergenze tra "teatro recitato" e "teatro vissuto", sullo sfondo di Gondar, città di frontiera e quindi luogo di attraversamento, di scambio e di contagio tra diverse culture, dove vive il culto degli zar.
"Allo stato attuale delle nostre conoscenze, la possessione da parte di zar è definibile sia come spettacolo nel senso proprio della parola, e cioè come pretesto di canti e danze pubbliche, sia come teatrale per quanto vi è di stereotipato nelle forme fissate dal rituale, e soprattutto, perché vi interviene un gruppo di personalità immaginarie con tratti prefissati, che il malato può rappresentare oggettivamente, a volte perfino servendosi di attrezzi o di accessori speciali, che, come una maschera, sottolineano la sparizione di chi li porta dietro l'entità da lui incarnata."
Michel Leiris
(http://www.ubulibri.it/pagine/leiris_...)