Détails du livre
Format
Broché
Pages
480
Langue
Italien
Publié
Jul 1, 2010
Éditeur
Tropea
ISBN-10
8855801147
ISBN-13
9788855801140
Description
Il gruppo degli amici latinoamericani, fra cui Paco Ignacio Taibo II, Luis Sepulveda e Leonardo Padura Fuentes, hanno sempre favoleggiato sulla vita straordinaria di Daniel Chavarría. Tanto è vero che Fidel Castro in persona, un giorno di un paio d’anni fa, gli chiede di scrivere un’autobiografia. E Chavarría, conosciuto anche dal pubblico italiano come grande intrattenitore, ne scrive ora in prima persona e fa della sua vita un grande romanzo, confermando la leggenda che l’ha preceduto. La sua scrittura vive dell’epica della grande tradizione letteraria latinoamericana, e come la famiglia Buendía di Cent’anni di solitudine, le origini si perdono nell’avventura del nonno che a nove anni parte solo dal suo paesino della Calabria, Santa Domenica del Talao, per attraversare l’Atlantico alla volta dell’Uruguay. Qui cresce anche Daniel, spirito libero che fin da piccolo progetta di scappare di casa, e a 19 anni si imbarca per la prima volta verso l’Europa. Si ritrova in Germania a fare il fabbro e il minatore, in Marocco come professore di lingue, al museo del Prado guida ai turisti, e sulle strade dell’Italia improvvisato venditore ambulante. Ma Daniel che ha una formazione di lettere classiche, una cultura immensa e parla ormai diverse lingue non si ferma: lo ritroviamo su una nave di ritorno in America latina, militante politico in Brasile, e poi in fuga in Amazzonia a cercare diamanti. Quando, tempo dopo, riemerge dalla clandestinità e trova lavoro nel duty free dell’aeroporto colombiano di Bogotá – copertura che gli consente di far transitare le armi per la guerriglia – lo avvertono che la polizia è sulle sue tracce. Daniel decide così il piano di fuga che è diventato leggenda: dirotta un piccolo aereo passeggeri su Cuba (anche se compra prima tutti i biglietti, tranne uno già venduto, e usa una pistola scarica per non mettere in pericolo la vita di nessuno). A Cuba trova una nuova patria, un mondo che ritiene forse non il migliore possibile, ma il più giusto rispetto ai paesi che ha conosciuto.