Dettagli del libro
Formato
Brossura
Pagine
88
Lingua
Italiano
Pubblicato
Feb 1, 1997
Editore
Iperborea
ISBN-10
8870910636
ISBN-13
9788870910636
Descrizione
Silenzioso e cupo, il boia è seduto a bere in fondo alla taverna. Nella penombra, alla luce vacillante della candela, si intravede appena la sua figura imponente china sopra al tavolo, la mano sulla fronte marchiata a fuoco, il vestito rosso sangue. Intorno, il chiassoso vociare da osteria. Gli avventori parlano, ridono, litigano, bevono le loro birre, raccontandosi storie di brigantaggio, di magia, di esecuzioni, e perfino storie d’amore sul patibolo. Ma, nonostante il suo ostinato silenzio, il suo sguardo fisso “fuori dal tempo, nel buio”, è il boia il vero protagonista: è a lui che sono rivolti i racconti, è al potere demoniaco che attribuiscono a chi “sta così vicino al male” che si inchinano con timore i presenti. Ed è ancora la sua inquietante figura silenziosa, non più temuta, ma riverita e adulata, che resta al centro della scena quando improvvisamente la sala si affolla di gente elegante, coppie di ballerini scivolano fra i tavoli al suono di una musica jazz e la taverna medievale si trasforma in un locale alla moda nella Germania degli anni Trenta. “Libro di battaglia”, definiva Lagerkvist Il boia: scritto nel 1933, l’anno della salita al potere di Hitler, accolto in patria con fastidio, censurato in Italia, criticato in Germania come l’opera di un “lacché giudeo”, resta la denuncia profetica di una barbarie che ha nella violenza, nella sopraffazione, nell’esaltazione della guerra, nello sterminio dei diversi il proprio fondamento ideologico. Ma è nel monologo finale del boia che Lagerkvist esce dal dramma simbolico per dar voce, in pagine di intensa poesia, a uno dei suoi grandi protagonisti, i suoi spiriti erranti, cui la dolcezza del vivere è proibita, e solo l’incomprensibile miracolo dell’amore di una donna consente di andare avanti, condannati al tormento dell’eternità. Né quel pazzo predicatore di pace che un giorno ha dovuto crocifiggere, né quel Dio inerte dal volto di pietra a cui è andato a gridare la sua ribellione, né l’umanità che dalle origini gli chiede solo “lacrime e sangue” lo libereranno mai dal suo destino: fino alla fine dei tempi dovrà portare sulle sue spalle il peso delle colpe dei millenni di storia umana.