Descrição
Introduzione e traduzione di Mario Praz con testo a fronte
Racconta Edgar Allan Poe, nella sua "Filosofia della composizione", d'essersi un giorno deciso a scrivere qualcosa che fosse irresistibilmente commovente per l'animo dei lettori. Ebbe l'idea di una creatura irragionevole che parlasse e ripetesse una parola, una parola sola, la più sconsolata, la più desolata, Nevermore ("Mai più, ora"). Quale poteva essere questa creatura? Un corvo, si rispose il poeta. Ma in quale situazione iscriverla? La più malinconica, si rispose ancora, e la più poetica: quella dove la Morte si incrocia con la Bellezza in modo inestricabile. Insomma, un uomo piange la sua amata morta, e un corvo, con insistenza, gli ripete: "Mai più, ora", tanto da incidere il dolore nel cuore di lui, fino allo strazio più acuto.
Nacque così, o così ha amato spiegarlo Poe ai suoi lettori, "Il corvo": un poemetto che è da considerarsi il codice del simbolismo e del decadentismo. Elisabeth Barrett, la poetessa inglese che avrebbe sposato poi Robert Browning, scrisse una lettera a Poe, dopo aver letto "Il corvo", e gli disse: "So di persone che il "mai più, ora" ha stregato...
Alcuni miei amici ne sono atterriti".
Illustrato con le tavole del Doré - stampate a Londra nel 1883 la prima volta, e stimate per il loro misterioso luminismo un capolavoro - "Il corvo", tradotto da Mario Praz, è qui, sempre dal Praz, presentato con una introduzione in cui se ne ricostruisce l'avventurosa genesi e la varia affascinante fortuna.
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Ver Todoshad to read this. heard so much about it. that I had to read it....watching the Simpsons episode didn't help.it was exactly as I expected it to be and I wasn't disappointed.