Seurat

Seurat

Stefania Lapenta , André Chastel
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Aug 18, 2004 · Italiano · Brossura (189 pagine)
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Dettagli del libro

Formato Brossura
Pagine 189
Lingua Italiano
Pubblicato Aug 18, 2004
Editore Rizzoli Skira

Descrizione

Il genio freddo, schivo, di Seurat ha dato l’impressione che egli fosse un calcolatore provocante e silenzioso. Da esso non traspaiono né “humour” né passione. A partire dalla Baignade (1884), l’artista presenta regolarmente a un pubblico disorientato i quadri più studiati che esistano. Nulla, nell’aspetto stesso di quelle opere, nelle tonalità di volta in volta aspre e dolci, nella distribuzione dei tocchi di colore, sembra conforme, non solo alle consuetudini tradizionali, ma a quelle semplicemente normali della pittura. Si direbbe che Seurat si sforzi di estendere meccanicamente a tutta la tela alcuni particolari accidentali della fattura, che si ritrovano, per esempio, in Rubens, in Watteau, in Delacroix; ma come si può basare l’intiera composizione su tali accordi ricondotti appena a uno stretto gioco dei complementari? La grande rivendicazione della pittura moderna è la libertà d’invenzione e di esecuzione: qui, invece, ci troviamo di fronte a un pittore che sembra rinunciare d’un sol tratto a ogni sua opportunità, compiacendosi d’incatenare la spontaneità fin nei minimi movimenti. E, secondo una formula che mai ha avuto senso maggiore, questa strana operazione è condotta “di deliberato proposito”. Lo afferma lo stesso Seurat a Charles Angrand: “La gente trova una poesia in ciò che faccio. No; applico semplicemente il mio metodo, nient’altro”. Eccentricità o superiore scienza? La conclusione, in fondo, non è mai stata nettamente tirata.
(Dalla Presentazione di André Chastel)
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